AD AUGUSTA SCIOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE PER INFILTRAZIONI MAFIOSE

A MAGGIO NON ANDREMO A VOTARE

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AUGUSTA –  Alle 18,45 di giovedì 7 marzo si è tenuta a Roma una delle più veloci riunioni del Consiglio dei Ministri, ancora presieduto da Mario Monti: il C.d.M.  si è riunito alle 18,45 e in appena cinque minuti ha deciso lo scioglimento per infiltrazioni mafiose dei consigli comunali di Augusta e di Grazzanise, in provincia di Caserta. Alle 18,50 la seduta del governo è finita. La notizia è arrivata come una bomba proprio il giorno in cui il consiglio comunale di Augusta, su convocazione del suo presidente Salvatore Amato, doveva riunirsi alle 20°° per surrogare alcuni consiglieri comunali dimessi e per altre pratiche. Mentre  la provincia campana è salita alla ribalta per questioni di criminalità organizzata, anche denominata in altro modo, mai si sarebbe pensato che il secondo comune della provincia di Siracusa, Augusta appunto, potesse essere sciolto per condizionamenti mafiosi, anche se già era trapelata la proposta di scioglimento, avanzata dal prefetto di Siracusa, dopo il sequestro e l’esame di una serie impressionante di documenti, migliaia stando alle notizie raccolte,  esaminati da una commissione composta da vari esponenti istituzionale, insediatasi nello scorso mese di agosto. Come si ricorderà, il 31 agosto si dimise l’allora sindaco Carrubba, il quale diede l’impressione di volersi candidare alle imminenti regionali. Così, invece, non è stato ed è stata avanzata l’ipotesi che, in vista proprio dell’insediamento di quella commissione, Carrubba sia stato consigliato di dimettersi, per evitare più gravi conseguenze.  Esaminati i documenti sequestrati, la commissione alla fine del 2012 consegnò al prefetto la relazione di segno negativo e il prefetto inviò la sua proposta di scioglimento del consiglio comunale al ministro degli Interni, Cancellieri, ex prefetto, che ha tenuto, diciamo così, a bagnomaria la proposta, nell’attesa che si svolgessero le elezioni politiche e si calmasse la buriana. L’ambiente politico, e non solo, era però in fibrillazione – come abbiamo osservato su queste colonne – tanto che da parte di qualche movimento civico,  costituitosi per affrontare le elezioni del prossimo mese di maggio, era stata avanzata pubblicamente, attraverso vistosi manifesti, ai consiglieri comunali la proposta di dimettersi prima che il consiglio fosse sciolto dall’alto.  I consiglieri comunali si sono sentiti offesi e non hanno accolto l’invito, anche se, negli ultimi giorni, alcuni consiglieri hanno presentato le loro singole dimissioni. Cercheremo di sapere più avanti su quali basi documentali il C.d.M. abbia preso questa gravissima decisione per un Comune come quello di Augusta, già  noto alla cronaca nazionale solo per fatti negativi. A giorni dovrebbe insediarsi una commissione di tre membri di nomina prefettizia,  scelti  tra funzionari statali in servizio o in pensione, per governare il Comune per un lunghissimo periodo che potrebbe arrivare addirittura a 24 mesi. I tre sostituiranno il sindaco, la giunta e i consiglio comunale: un vero e proprio direttorio che potrà prendere decisioni vitali per la città. L’attuale commissario reggente, La Mattina, ritornerà a Palermo a godersi la pensione.  Nel prossimo mese di maggio, Augusta sarà l’unico Comune siciliano, di quelli aventi diritto,  dove non si andrà a votare per le amministrative.

 

  Giorgio Càsole

AD AUGUSTA SCIOLTO IL CONSIGLIO COMUNALE PER INFILTRAZIONI MAFIOSEultima modifica: 2013-03-08T10:09:00+00:00da leodar1
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