GIALLO TRINGALI. VARIE IPOTESI SUL TAPPETO. IERI I FUNERALI IN CHIESA MADRE AD AUGUSTA.

cronaca,augusta,tringali L’autopsia sul cadavere di Giancarlo Tringali ha chiarito taluni aspetti dell’omicidio, ma ha aperto delle ulteriori circostanze di riflessione per gli inquirenti. Il mosaico che si ricava a 24 ore di distanza dalla scoperta del corpo del commerciante di auto di Augusta comprende molti tasselli, ma rimane tuttora incompleto per cui, se non si può parlare di inquirenti che brancolano nel buio, è anche vero che la soluzione del rebus non è a portata di mano. Né è possibile fare previsioni sui tempi che occorrono per dire chi e per quale motivo ha ucciso Giancarlo Tringali. Veniamo intanto all’autopsia, eseguita ieri mattina all’obitorio del cimitero di Priolo da parte dell’equipe del medico legale Franco Coco. Al capo dell’uomo è stato rilevato un solo foro, quello di entrata del proiettile. Diciamo subito che la pallottola non è entrata né alla fronte, come inizialmente paventato dallo stesso medico legale allorquando ha effettuato l’ispezione cadaverica all’interno della stanza da lui occupata nel residence realizzato a ridosso del Palaenichem di Priolo, né alla nuca come da alcuni organi d’informazione riferito. Il foro d’entrata del proiettile è stato riscontrato dal medico legale nella zona occipitale sinistra, quasi sotto l’orecchio, ed è stato provocato da un proiettile calibro 7,65, il cui bossolo è stato rinvenuto e messo a disposizione del Pubblico Ministero Maurizio Musco. Il proiettile, infatti, non ha avuto la spinta per fuoriuscire dal cranio. Dopo aver fatto una strana traiettoria verso l’alto, il proiettile si è fermato all’altezza della parte superiore dell’occhio destro, arrestandosi sotto la pelle.

 L’equipe di medicina legale ha potuto quindi estrarlo e depositarlo in una busta, poi consegnata agli investigatori del commissariato di Priolo che, su delega del Pubblico Ministero Musco, stanno svolgendo le indagini sull’omicidio del venditore di auto. Una volta accertata la presenza di un solo foro e la traiettoria fatta dal proiettile, il medico legale Coco ha potuto stabilire, anche se in via approssimativa, che la morte del malcapitato sia avvenuta presumibilmente nella notte di sabato della scorsa settimana. I successivi esami degli organi prelevati dall’equipe di medicina legale consentiranno di chiarire, quasi con assoluta certezza, l’ora in cui è morto Giancarlo Tringali . Se è vero come è vero che il proiettile è entrato sotto l’orecchio sinistro non si può non tenere conto che l’assassino fosse sdraiato su quello stesso letto dove appunto è stato trovato il corpo privo di vita di Tringali o, è anche verosimile, che sia entrato nel cuore della notte all’interno del residence, con l’uso di una chiave passe-partout abbia fatto accesso nella stanza occupata dal commerciante e, vedendolo immerso nel sonno, ha puntato la canna della pistola contro la testa pigiando poi il grilletto. Ma ammesso e non concesso che la dinamica del fatto omicidiario  possa essere questa sorge immediatamente un interrogativo al quale gli inquirenti stanno cercando di dare adeguata risposta. Fermo restando che il colpo di pistola è stato esploso nel corso della notte di sabato della scorsa settimana come mai nessuno ha avvertito il boato? La risposta dovrebbe essere quella che all’arma era stata avvitata la canna del silenziatore, grazie al quale è stato attutito il boato. Ecco spiegato il motivo che ha permesso all’assassino di allontanarsi indisturbato dal residence in cui alloggiano le atlete della squadra di pallacanestro e prendersi delle ore, anzi dei giorni di vantaggio sugli inquirenti che hanno iniziato a indagare sul delitto soltanto alcuni giorni di distanza dal momento in cui è stato commesso. Restano in piedi sia l’ipotesi a) relativa alla presenza nella stanza di un persona, in questo caso di sesso femminile, sdraiata sul letto al fianco di Giancarlo Tringali e che ha aspettato che lui prendesse sonno per sparargli contro il colpo di pistola sia l’ipotesi b) dell’intrusione di un uomo o una donna nella stanza, in piena notte, per sorprendere nel sonno il bersaglio della sua spedizione punitiva. Le due ipotesi sono strettamente collegate alla sospetta circostanza del ritrovamento della Bmw di proprietà del Tringali nel piazzale della stazione centrale di Siracusa, quindi a oltre sedici chilometri dal luogo in cui è avvenuto l’omicidio. E’ stato lo stesso Tringali ad avere parcato la vettura in quel posto o a parcheggiarla è stato l’autore dell’omicidio? Anche questo interrogativo è alla ricerca di una risposta. Gli inquirenti, che da martedì pomeriggio, giorno in cui è stato scoperto il cadavere del Tringali, stanno incessantemente conducendo gli interrogatori, non hanno attinto informazioni utili per rispondere al quesito su chi avesse potuto parcheggiare la Bmw alla stazione ferroviaria di Siracusa. Nell’ipotesi in cui fosse stato l’omicida ad abbandonarla in quel piazzale è da presumere che potrebbe essersi recato allo scalo ferroviario o per prendere un treno o perché là aveva l’appuntamento con colui che gli ha commissionato l’omicidio. Le indagini hanno consentito di appurare che Tringali avesse intrapreso una relazione con una giocatrice di pallacanestro di nazionalità straniera. Ieri, 30 marzo, i funerali in  Chiesa madre, ad Augusta.

 

Pino Guastella

 

GIALLO TRINGALI. VARIE IPOTESI SUL TAPPETO. IERI I FUNERALI IN CHIESA MADRE AD AUGUSTA.ultima modifica: 2012-03-31T22:40:00+00:00da leodar1
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